lunedì 21 ottobre 2013

Elettricità fotovoltaica anche senza il sole grazie all'accumulo con motore a vapore.

Adesso che il fotovoltaico ha raggiunto prezzi talmente bassi da poter essere scelto da alcuni utenti e in diverse parti del mondo come fonte energetica senza l'aiuto di incentivi statali, l'intero settore ha già fissato l'asticella di un'ulteriore tacca : la nuova sfida è aumentare il numero di tali utenti grazie a sistemi di accumulo che rendano possibile l'utilizzo di KWh fotovoltaici indipendentemente dalla variabilità della produzione (caratteristica comune a tutte le fonti rinnovabili).

Gli accumulatori tradizionali di elettricità (chimici) si sono da subito dimostrati costosi rispetto all'obiettivo. C'è da dire che il termine "costoso" è sempre relativo, soprattutto quando si parla di energie rinnovabili ma ancora di più quando il tipo di utenza, la sua curva tipica di consumo, e i costi in bolletta sono molto variabili da consumatore a consumatore.
Ad oggi le soluzioni di accumulo tradizionale, che in ogni caso esistono ed hanno un loro mercato, sono per lo più dedicate al segmento residenziale e ad impianti di piccola taglia. 

Qualcuno avrà già sentito che in certe ore del giorno, d'estate, la produzione da fotovoltaico in Italia è talmente alta da essere quasi del tutto sufficiente a soddisfare la domanda e anzi a volte supera anche la curva di consumo delle utenze. Per questo motivo è già successo che l'energia in eccesso fosse accumulata per essere riutilizzata tramite il pompaggio di acqua verso le dighe delle centrali idroelettriche creando un circolo virtuoso.

E' su questo principio che qualcuno ha iniziato a pensare ad altre forme, magari su scala ridotta, che di fatto potessero utilizzare l'energia fotovoltaica in eccesso per accumularla in fonte di successivo lavoro in modo più semplice ed economico dei sistemi "a pila".

Un ingegnere della Terrajoule in fase di collaudo
Da qualche tempo ha meritato l'attenzione degli esperti del settore un'invenzione per metà australiana e per metà californiana, che torna ad utilizzare un mezzo antico e semplice per creare lavoro : il vapore. In questo caso infatti non si parla di turbine a vapore (tipiche delle centrali termoelettriche) ma di un semplice motore a vapore sulla falsa riga di quelli che azionavano le prime macchine.

Un salto nel tempo dunque, ma molto affascinante.
L'idea è di produrre e stoccare vapore surriscaldato a 100 Psi per mezzo di pannelli fotovoltaici a concentrazione, per poi sfruttare il vapore stesso all'interno di un motore che possa restituire elettricità per 24 ore al giorno. E' come avere un'unità di genset a gasolio, ma ecologica ed economica. 

Gli inventori (australiani trasferitisi in California) dichiarano di poter stoccare elettricità al prezzo di 60 US$ per KW, che è veramente una piccola frazione del prezzo di mercato di uno stoccaggio classico.
La versione standard (prototipo) prevede una potenza di picco di 300 KW e una potenza disponibile di 100 KW costante per l'intera giornata: è dedicata per il momento al mercato di nicchia delle aziende agricole californiane che consumano (le più grandi) milioni di KWh all'anno per pompare l'acqua di pozzo nei circuiti di irrigazione.
I progettisti dichiarano un LCOE inferiore ai 10 cent$/KWh e un payback tipico dell'investimento in 5 anni.

L'azienda che detiene il brevetto di questa invenzione si chiama Terrajoule ed è una start-up che si sta preparando a raccogliere un primo round di finanziamenti per una cifra di circa 7 milioni di dollari.


copyright-Lux Energia

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